Problem solving: i problemi li risolvo io!

Problem solving: i problemi li risolvo io!

Problem solving, ovvero la capacità di trovare una soluzione ai problemi: questo è il significato letterale e facilmente intuibile di un’espressione inglese che sempre più spesso si trova negli annunci di lavoro.

Ma sappiamo davvero far fronte ai problemi, piccoli e grandi, che ogni giorno si presentano sul luogo di lavoro?
Quando ci troviamo dinnanzi a un problema, mettiamo in atto due approcci diversi:

  1. abbiamo automatizzato la soluzione e ci muoviamo secondo uno schema che, per esperienza, è valido ed efficace
  2. dobbiamo uscire dal campo di conoscenze in nostro possesso e trovare una strategia di risoluzione diversa dal solito.

Nel primo caso la situazione problematica viene affrontata mettendo in campo una serie di risorse che abbiamo appreso nel corso del tempo; nel secondo caso, invece, la creatività, l’intuizione, la capacità di uscire dagli schemi noti diventano strumenti fondamentali per il successo.

La definizione del problema è il primo aspetto da affrontare: abbiamo di fronte a noi il vero problema oppure si tratta di una situazione che è l’espressione manifesta del problema reale? Insomma, possiamo già definire il problema così come ci si presenta oppure abbiamo a che fare con un sintomo? Analizzare la situazione consente di andare alla radice del problema. Citando Einstein,

“se avessi 60 minuti di tempo per risolvere un problema, ne spenderei 55 per definire il problema stesso e 5 per risolverlo.”

Una volta scomposto il problema nelle sue parti, entra in gioco la creatività, ma soprattutto l’opportunità di acquisire nuove competenze e nuove conoscenze, formulare nuove strategie, apprendere nuove risorse e osservare noi stessi da un punto di vista inusuale.

Ci troveremo ad analizzare diverse alternative e a valutare per ciascuna le probabilità di successo e il margine di tolleranza di fallimento. Una volta superata la fase del decision making, il piano di risoluzione viene attuato.  In ambito aziendale questa fase viene spesso gestita dal project manager: questa figura professionale si occupa di organizzare il piano, controlla che ogni parte sia eseguita in maniera corretta, monitora il suo impatto in corso d’opera e valuta il successo finale.

Conoscere le soft skills correlate al problem solving e svilupparle attraverso un costante allenamento è fondamentale. Come si diventa quindi problem solver? Ne parleremo a breve in un altro articolo dedicato all’argomento.

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