E’ meglio imparare o lavorare?

E’ meglio imparare o lavorare?

Questa è la domanda che da il titolo al post di Luca Foresti (amministratore delegato del Centro Medico Santagostino), pubblicato ieri su Econopoly.

L’autore risponde alla domanda inizialmente riportando il famoso aneddoto del boscaiolo: “Un boscaiolo sta faticosamente tagliando un albero con l’accetta. Passa di lì un tizio con una motosega, che propone al boscaiolo di usarla. Il boscaiolo risponde dicendo che non ha tempo di imparare a usarla perché deve tagliare l’albero con la sua accetta”.

Tuttavia, sottolinea che questa storia, per quanto utile spunto di riflessione, non serve molto per favorire un vero cambiamento nelle persone.

Ed allora prosegue, riportando i risultati di una sua riflessione (frutto di uno studio su 5 anni di lavoro a circa 200 giorni l’anno) che hanno portato all’elaborazione di un modello strutturato su 5 parametri diversi. Nel post Luca Foresti riporta anche il modello ed invita ciascuno di noi ad utilizzarlo.

Ora, aldilà delle applicazioni personali di questo, mi sembra importante riportare le conclusioni dello studio: “imparare è più efficace che lavorare. Nel senso che il vero lavoro moderno è dedicare tempo ed energie all’apprendimento invece che a ripetere ciò che già sappiamo fare. Poiché oggi ci sono software, robot e servizi a farci da ‘stampella’ per il nostro lavoro, siamo sempre maggiormente portati a cambiare il modo con il quale lavoriamo (apprendimento) andando verso un miglioramento continuo”.

Lavorare, quindi, sostanzialmente “significa apprendere in modo continuo, senza tregua. E con l’apprendimento continuo si migliora la propria condizione lavorativa”.

E' vero che nel post non si parla di quale tipo di apprendimento sia preferibile per ottenere un reale beneficio (da studi specifici di autori come Kolb o Dale - tanto per fare due nomi, sappiamo infatti che la modalità esperienziale facilita maggiormente un reale apprendimento), tuttavia noi siamo d’accordo con le conclusioni a cui arriva Luca Foresti, soprattutto sul collegamento stringente tra lavoro ed apprendimento.

Perché, come recita anche il nostro claim, "l'esperienza insegna"… e voi, che ne pensate?

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