Anatra o coniglio? Un’immagine per definire quanto siamo creativi

Anatra o coniglio? Un’immagine per definire quanto siamo creativi

Le c.d. “figure ambigue” hanno sempre esercitato un certo fascino. Lo dimostra, ad es., il “dibattito” che si è acceso sul web negli ultimi giorni a proposito di un’illusione ottica (l’anatra ed il coniglio), per la verità piuttosto “datata”, che tuttavia è utile per “scoprire” alcuni tratti della nostra personalità.

L’immagine è stata pubblicata per la prima volta in una rivista tedesca nel 1892 e poi divenuta famosa grazie allo psicologo americano Joseph Jastrow, qualche anno dopo. E’ stata inoltre ripresa in alcuni testi, tra i quali ad es. anche Arte di ascoltare e mondi possibili, di Marianella Sclavi (Bruno Mondadori, 2003, p. 36).

Quello che vedete nell’immagine è la testa di un’anatra (che guarda verso sinistra) oppure quella di un coniglio (che guarda verso destra)?

Ora aldilà di ciò che vediamo (anatra o coniglio che sia), secondo alcune ricerche, ciò che fa la differenza in realtà è la velocità con la quale il nostro cervello riesce a passare dall’una all’altro. Infatti, più (velocemente) siamo in grado di passare da una figura all’altra e maggiore è la capacità di produrre “nuove realtà” e quindi di essere creativi.

Questo accade perché le persone con maggiore creatività sono anche più capaci di cercare nuovi usi per un oggetto esistente o per effettuare collegamenti tra idee o cose non precedentemente collegate.

Quindi, ciò che conta non sarebbe ciò che vediamo, ma, soprattutto, la capacità di vedere (anche e con quale velocità) cose diverse da quelle che vediamo… E tutto, partendo da un’anatra (o da un coniglio).

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