2020: le dieci competenze sul lavoro per il World Economic Forum

2020: le dieci competenze sul lavoro per il World Economic Forum

Alcune fra le domande più ricorrenti che, come società che si occupa di formazione e consulenza nel settore HR, riceviamo riguardano soprattutto la preparazione al mondo del lavoro, come fare carriera all’interno di esso ed anche, se non soprattutto, come stare dietro ad un mondo in rapida evoluzione, che riguarda tutti i settori produttivi, nessuno escluso.

Così, dando per “assodate” le competenze di tipo “tecnico”, l’attenzione si sposta sempre di più sulle competenze trasversali, le c.d. “soft skills”, le sole in grado di fare realmente la differenza nel mercato del lavoro (e, in fondo, nella vita di tutti i giorni).

Questo è il quadro che emerge da un video del World Economic Forum (WEF), che elenca le dieci competenze più richieste nel mondo lavorativo che verrà, a partire dal 2020.
Vediamo la classifica:

1) Il problem solving in situazioni complesse. In una situazione economica sempre più “ingarbugliata”, che richiede la capacità di essere flessibili ed adattabili, nonché la capacità di “lettura” dei nuovi contesti di riferimento, le competenze focalizzate sulla comprensione, la gestione e la soluzione dei problemi sono al primo posto nella classifica del WEF. Link ad uno studio di Andreas Fischer, Samuel Greiff e Joachim Funke.

2) Pensiero critico. Non significa certo, la capacità di “criticare a prescindere”, quanto quella di sviluppare un pensiero caratterizzato da grandi competenze nell’analisi e la valutazione delle diverse situazioni. Tutto parte dall’osservazione e l’ascolto dell’esperienza, passa attraverso una efficace rielaborazione di questa da parte dell’individuo, per una attività che richiede chiarezza, accuratezza e precisione. Link ad uno studio di criticalreading.com.

3) Creatività. Negli ultimi anni le soluzioni innovative hanno fatto la differenza all’interno di un sistema economico in difficoltà. E dal momento che nel corso della propria carriera si rischia di perdere progressivamente la capacità di “innovazione”, sono sempre di più i manager che incoraggiano l’inserimento di persone molto giovani nei team. L’obiettivo è trovare stimoli per una visione “originale”, che percorra anche strade poco battute.

4) Gestione delle persone. E’ una competenza che non riguarda soltanto il “saper organizzare” un team o una struttura, ma anche la capacità di motivare, valorizzare le persone che ne fanno parte, dare loro feedback (costruttivi o di miglioramento che siano). Richiede tanto “tempo” (secondo diverse ricerche, il lavoro di un manager è per il 70% focalizzato proprio su tale attività), intelligenza emotiva ed efficacia nel prendere decisioni. Link alla scheda del corso “Invictus: ama il tuo nemico”.

5) Coordinarsi con gli altri. Gli interventi formativi sul team (nella varie modalità, sopratutto outdoor) sono sempre più richiesti e focalizzano l’attenzione, oltre che sulla costruzione del gruppo, anche sulla capacità di lavorare insieme, di essere un “gruppo” e non solo “un insieme di persone”. Si tratta di organizzare il lavoro da fare, definire le priorità, costruire insieme qualcosa ed inserirsi in questa “sinergia”. E questo non è mai facile, per nessuno, perché richiede una sano equilibrio tra “dare il proprio contributo” e “rinunciare al protagonismo”, affinché il contributo sia del gruppo e non solo di qualcuno all’interno di esso. Link alla scheda del nostro corso “Felice con te stesso e con gli altri”.

6) Intelligenza emotiva. Riprendiamo quanto detto in precedenza, a proposito della gestione delle persone. Daniel Goleman ha scritto libri interi sulla capacità “trasversale” di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni, le proprie come quelle degli altri. Qui la vediamo come elemento a sé stante nella lista delle competenze “top10” del WEF, tuttavia, la possiamo trovare in tante altre perché rappresenta una delle competenze “più trasversali” in assoluto. Link alla scheda del nostro corso “Profondità emozionali”.

7) Capacità di giudizio e prendere decisioni. Anche di questa capacità abbiamo già detto qualcosa ed in effetti è molto importante, sopratutto per i manager. Infatti, se è ormai riconosciuto che sia necessario condividere ed ascoltare, lo è altrettanto prendere decisioni al momento opportuno. Ed in momenti di difficoltà diventa ancora più strategico, oltre che più difficile. Link ad un test per misurare le proprie capacità decisionali.

8) Orientamento al servizio. E’ una predisposizione circa l’essere utile, premuroso, attento e collaborativo riguardo le esigenze delle persone. Gli studi mettono in evidenza che, spesso, è una competenza più femminile che maschile.

9) Negoziazione. Tutti negoziamo, sempre, in ogni occasione. Solo che spesso non ce ne accorgiamo e, nelle diverse interazioni con gli altri, ci affidiamo ad istinto, buon senso o esperienza pensando che siano sufficienti a farci gestire situazioni che richiedono, invece, una competenza “strategica”, da approfondire con studi specifici. Link alla scheda del nostro corso “Accordiamoci”.

10) Flessibilità. E’ una capacità che entra in gioco in momenti particolari della nostra esistenza, nella vita privata come in quella professionale. Perché quando cambiano i contesti, le situazioni, è opportuno che cambino anche le nostre risposte, i nostri comportamenti. Link alla scheda del nostro corso “Il capitano della mia anima”.

E’ interessante rilevare che alcune di queste competenze sono state inserite nell’elenco che, già nel 1994, l’Organizzazione Mondale della Sanità aveva definito come le “competenze per la vita” (le c.d. “Life skills”). Competenze che purtroppo sono spesso scollegate rispetto al tradizionale sistema scolastico e che invece facilitano il benessere, personale e, più in generale, sociale. Quindi, possiamo dire che se il WEF non ha portato nulla di nuovo, ha avuto comunque il merito di evidenziare che, in un futuro più o meno prossimo, nel settore della risorse umane sarà ancora più importante focalizzare l’attenzione sull’apprendimento e lo sviluppo della “persona”, più che sull’addestramento del “professionista”.

Link al video del World Economic Forum

Articolo visto su Il Sole 24 ore

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